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Il centro storico

Il tessuto urbano di Laconi manifesta in modo inequivocabile la storia di questo paese. Il primo nucleo, arroccato ai piedi del castello, risale al medioevo: lungo le vie tortuose del centro storico si affacciano le case dal basso profilo con i muri di pietre e fango oppure, meno frequentemente, intonacate con un impasto di calce e sabbia silicea del luogo, come nei rioni di Corongiu, Romaòre, Pitziédda. Moderna invece, è la parte del borgo sorta intorno alle architetture neoclassiche del Palazzo Aymerich e della Casa Municipale, la cui facciata fu rifatta dall'Arch. Cima sul progetto originario dell'Ing. Balestri.

Nel suo sviluppo urbanistico vi sono i segni di un mutamento e di una crescita del luogo; mutamento determinato anche da una più equa distribuzione delle risorse, risultato dell'affrancamento dal potere feudale di numerose famiglie di allevatori e pastori.

Fino alla prima metà dell'800 Laconi aveva nel Castello e nel Parco circostante l'epicentro della vita politica, feudale ed economica. Soltanto la chiesa parrocchiale, intitolata ai santi Ambrogio e Ignazio, che nel prospetto frontale manifesta rifacimenti che nel tempo hanno deturpato lo spartito tardo-gotico originario, pare respirare in assoluta libertà lo spazio che di fronte ad essa si apre a occidente. È quasi una contrapposizione, fisica e ideale, alla residenza dei feudatari, rigida e austera, topograficamente relegata ai limiti orientali del nuovo assetto urbano post-medioevale.

Questo impianto urbanistico, così anomalo se lo si inquadra già; nel tardo medioevo, verrà superato soltanto nell'800, con la costruzione, progettata dal Cima, della nuova dimora dei Marchesi di Laconi, elegantemente prostrata alla Parrocchiale, ormai epicentrica rispetto al paese che cresceva.

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